Cedolare secca 2019, ora anche per gli immobili commerciali

La Legge di Bilancio 2019 ha apportato alcune modifiche alle norme riguardanti la locazione a canone concordato e la cedolare secca (la forma di tassazione ad aliquota fissa, alternativa alla tassazione Irpef, e che non prevede imposte di registro e bollo). Eccole in dettaglio.

 

LOCAZIONE ABITATIVA

La locazione a canone concordato, in Comuni con mancanza di soluzioni abitative o densamente popolati, per contratti d’affitto transitori e a studenti universitari, prevede che l’affitto debba restare tra una soglia minima e massima stabilite dalle associazioni di categoria di inquilini e proprietari. Se per la stipula del contratto non ci si avvale dell’ausilio di un’organizzazione, si deve comunque richiedere il rilascio dell’attestazione di conformità del contratto di locazione e del canone da parte di un’associazione locatori o inquilini. 

Il canone è più basso rispetto a quello previsto dal mercato, ma il locatore ha il vantaggio di una minor tassazione perché può usufruire della cedolare secca ad aliquota ridotta: 10% invece che 21% prevista per i contratti a canone libero. 

L’aliquota al 10% era in origine del 15%, ridotta al valore attuale nel 2013. La riduzione avrebbe dovuto essere valida solo fino al 2017 ma con la Legge di Bilancio 2018 è stata prorogata per un biennio quindi è possibile aderire all’aliquota del 10% fino al 31 dicembre 2019.

 

LOCAZIONE COMMERCIALE

La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, esplicitata il 10 aprile con circolare dell’Agenzia delle Entrate, è invece l’applicabilità della cedolare secca al 21% anche agli affitti commerciali, prima prevista solo per le locazioni abitative.

 

Questa la norma nella Legge di Bilancio, al capitolo “Riduzione della pressione fiscale”: 

Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell'anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l'aliquota del 21 per cento. Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell'anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

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